Il primo ad avere l’idea di contrassegnare - per
uno scopo ben preciso - delle case fu Mosè, il quale, per convincere il
Faraone a lasciar andar via gli Ebrei dall’Egitto e a liberarli dalla
schiavitù, cominciò a mostrargli i prodigi di Dio, come la
trasformazione di un bastone in serpente o l’invasione dell’Egitto da
parte delle rane.
Il Faraone non aveva alcun interesse a credere che Mosè non fosse un
semplice stregone e gli schiavi che poteva liberamente percuotere o far
percuotere facevano parte delle sue ricchezze e del suo potere.
Così, inascoltato, Mosè ordinò a tutti gli ebrei di uccidere un agnello
di età inferiore a un anno e, con il suo sangue, dipingere l’architrave
e gli stipiti della porta di casa, per poi chiudersi dentro fino al
mattino. Il popolo obbedì e, durante la notte, sull’Egitto passò
l’angelo del Signore che uccise tutti i primogeniti delle case che non
erano state contrassegnate.
Nelle ore seguenti, il Faraone concesse al popolo ebraico di partire.